Domande frequenti – Studio tecnico Geom. Valentino Pezzo, San Giovanni Lupatoto (VR)
Le domande che proprietari, acquirenti e imprese pongono più spesso allo studio: pratiche edilizie e sanatorie, catasto, compravendite, perizie, APE, tetti e amianto. Ogni risposta parte da una frase che risponde subito, poi spiega i dettagli e cita la norma di riferimento.
Carattere informativo
Le risposte hanno carattere informativo generale e non sostituiscono una valutazione del singolo caso. I riferimenti di legge sono aggiornati alla data indicata sotto ciascuna risposta completa.
A6 domande
Lo studio
Chi siamo, dove lavoriamo, costi e preventivi, primo appuntamento.
Chi è il Geom. Valentino Pezzo e di cosa si occupa lo studio?
Valentino Pezzo è un geometra libero professionista con studio a San Giovanni Lupatoto (Verona), iscritto all’Albo dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Verona con il n. 2580 dal 2001.
Lo studio si occupa ancora di vendite e affitti di immobili?
No: lo studio non svolge attività di intermediazione immobiliare, perché è uno studio tecnico di geometra.
L’attività di intermediazione è cessata. Oggi lo studio si occupa solo di servizi tecnici: pratiche edilizie e catastali, APE, perizie e stime, rilievi, ristrutturazioni e manutenzione dei tetti.
A chi compra o vende casa lo studio offre invece le verifiche tecniche – conformità catastale e urbanistica, APE, perizia di stima – indipendenti da chi segue la trattativa.
Aggiornato il Risponde il Geom. Valentino Pezzo, Albo dei Geometri di Verona n. 2580
Quanto costa un geometra? Il preventivo è gratuito?
Non esiste un tariffario obbligatorio: il compenso si concorda caso per caso, ma prima dell’incarico il professionista deve comunicarne la misura con un preventivo che indichi le singole voci di costo.
Le tariffe delle professioni regolamentate sono state abrogate dall’art. 9 del D.L. 1/2012, che ha introdotto anche l’obbligo del preventivo al momento del conferimento dell’incarico.
Lo studio prepara un preventivo scritto prima dell’incarico.
Le spese tecniche collegate a lavori che danno diritto al bonus ristrutturazioni possono essere detraibili: se ne parla nella domanda sulle spese del geometra, in questa stessa pagina.
Geometra, architetto o ingegnere: a chi rivolgersi?
Per catasto, rilievi, stime, pratiche edilizie e progetti di costruzioni civili di modesta entità il geometra è competente; le costruzioni con strutture in cemento armato spettano a ingegneri e architetti.
Le attività del geometra sono elencate dall’art. 16 del R.D. 274/1929: tra queste rilievi e misure, operazioni catastali, stime, progetto e direzione dei lavori di costruzioni civili di modesta entità.
Secondo la Cassazione il geometra non è competente per le costruzioni civili con strutture in cemento armato, anche modeste, salvo piccole costruzioni accessorie di edifici rurali: in questi casi il progetto strutturale spetta a ingegneri o architetti. Quando un lavoro lo richiede, lo studio coinvolge un ingegnere strutturista o un architetto e resta l’unico referente per il cliente.
Per gli interventi più comuni su una casa – CILA, variazioni catastali, APE, perizie, sanatorie di piccole difformità – ci si rivolge spesso proprio al geometra.
Come prendo appuntamento e cosa porto al primo incontro?
Si fissa un appuntamento per telefono, WhatsApp o email, nello studio di Via IV Novembre a San Giovanni Lupatoto oppure direttamente con un sopralluogo.
Verifiche tecniche prima del compromesso e del rogito.
Devo vendere casa: quali documenti tecnici servono per il rogito?
Sul piano tecnico servono dati catastali e planimetria conformi allo stato reale della casa, la documentazione dei titoli edilizi e l’attestato di prestazione energetica (APE).
Cos’è la conformità catastale e chi può attestarla?
La conformità catastale è la corrispondenza tra la casa com’è davvero e i dati e la planimetria depositati al Catasto: nell’atto di vendita va dichiarata a pena di nullità.
La planimetria catastale non corrisponde alla casa: posso vendere lo stesso?
Sì, ma se le differenze sono rilevanti la planimetria va aggiornata con una pratica DOCFA prima del rogito, perché l’atto di vendita deve dichiarare la conformità catastale a pena di nullità.
Che differenza c’è tra conformità catastale e urbanistica?
La conformità catastale riguarda i dati del Catasto, che servono soprattutto a fini fiscali; la conformità urbanistica riguarda la regolarità edilizia, cioè la corrispondenza della casa ai titoli rilasciati dal Comune.
Si può comprare o vendere una casa con piccoli abusi o difformità?
Dipende dalla difformità: l’atto può essere valido, ma le difformità restano e possono bloccare o ridurre il mutuo, abbassare il valore della casa e causare contestazioni dopo il rogito.
La relazione tecnica integrata (RTI) è obbligatoria? Chi la paga?
No, oggi la relazione tecnica integrata non è obbligatoria per legge: è una relazione firmata da un tecnico che verifica in un unico documento la conformità edilizia e catastale dell’immobile.
Il DOCFA è la procedura dell’Agenzia delle Entrate con cui un tecnico abilitato dichiara al Catasto una nuova unità immobiliare o una modifica di quella esistente: planimetria, categoria e rendita.
Ho spostato un tramezzo o aperto una porta: devo aggiornare la planimetria?
Di solito sì: spostare tramezzi o porte cambia la distribuzione interna, quindi la planimetria catastale va aggiornata con un DOCFA per “diversa distribuzione degli spazi interni”.
Il costo di un DOCFA ha due parti: il tributo all’Agenzia delle Entrate, oggi di 70 euro per ogni unità immobiliare dichiarata, e l’onorario del tecnico.
Come ottengo visura e planimetria catastale? Sono gratis?
Sì per il proprietario: chi ha un diritto reale sull’immobile può scaricare gratis visure e planimetrie dal sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS, tramite il servizio “Consultazione personale”.
Cos’è la rendita catastale e cosa faccio se la visura è sbagliata?
La rendita catastale è un valore fiscale attribuito dal Catasto per calcolare imposte come l’IMU e quelle sui trasferimenti: non è il valore di mercato della casa.
La mia casa non compare sulla mappa catastale: cosa significa?
Significa che il fabbricato, o un suo ampliamento, non è stato inserito nella mappa del Catasto Terreni, anche se a volte risulta già al Catasto Fabbricati.
Quando serve un frazionamento o un tipo mappale e quanto costa?
Il frazionamento serve a dividere una particella di terreno in più parti, per esempio per venderne una porzione o dividerla tra eredi; il tipo mappale serve a inserire in mappa un fabbricato nuovo o modificato.
CILA, SCIA, permesso di costruire, fine lavori, cambi d’uso.
CILA, SCIA o permesso di costruire: quale serve per i miei lavori?
Dipende dall’intervento: la manutenzione ordinaria è edilizia libera, la manutenzione straordinaria che non tocca le strutture richiede di norma una CILA, mentre interventi sulle strutture, ampliamenti e nuove costruzioni richiedono titoli più impegnativi, SCIA o permesso di costruire.
Quanto costa una CILA e quando posso iniziare i lavori?
Con la CILA i lavori possono iniziare subito dopo la presentazione al Comune, senza attendere un’autorizzazione; il costo comprende l’onorario del tecnico, che assevera la pratica, e i diritti di segreteria comunali.
Ho fatto lavori senza CILA: cosa rischio e come rimedio?
Se manca la CILA la sanzione è di 1.000 euro, ridotta di due terzi se la comunicazione viene presentata spontaneamente mentre i lavori sono ancora in corso (art. 6-bis, c. 5, DPR 380/2001).
Quanto ci vuole per un permesso di costruire e quanto si paga al Comune?
Per legge il Comune ha 60 giorni per l’istruttoria e altri 30 per decidere sul permesso di costruire; al Comune si pagano il contributo di costruzione e i diritti di segreteria.
Quali lavori si possono fare senza permessi? Pergotende e VEPA?
Senza titolo edilizio si possono fare la manutenzione ordinaria e gli interventi elencati all’art. 6 del DPR 380/2001, tra cui le vetrate panoramiche amovibili (VEPA) e le pergotende, a precise condizioni.
Come si presenta una pratica edilizia al Comune di San Giovanni Lupatoto?
A San Giovanni Lupatoto le pratiche edilizie si presentano online allo Sportello Unico per l’Edilizia (SUE) del Comune, con accesso tramite SPID, CIE o CNS.
Cosa bisogna fare a fine lavori? Serve l’agibilità?
A fine lavori va comunicata la chiusura al Comune e, se l’intervento ha cambiato la casa ai fini catastali, va presentato l’aggiornamento DOCFA; in alcuni casi serve anche la segnalazione certificata di agibilità (SCA).
Posso trasformare un negozio, un ufficio o un magazzino in abitazione?
Spesso sì, ma dipende dalla zona urbanistica, dal Piano degli Interventi del Comune e dai requisiti igienico-sanitari dell’abitazione, come altezze, superfici, aerazione e illuminazione.
Sanatorie, tolleranze costruttive, accesso agli atti, condono.
Cos’è il decreto Salva Casa e cosa si può sanare?
Il Salva Casa è il D.L. 69/2024, convertito dalla legge 105/2024, che ha reso più semplice regolarizzare le difformità edilizie; non è un condono, perché si sana solo ciò che rispetta le regole urbanistiche ed edilizie.
Le novità principali:
tolleranze costruttive più ampie per i lavori eseguiti entro il 24 maggio 2024 (art. 34-bis DPR 380/2001);
una sanatoria semplificata per le difformità parziali, con oblazione e silenzio-assenso (art. 36-bis);
regole più semplici per il cambio di destinazione d’uso e per dimostrare lo “stato legittimo” dell’immobile.
Con l’art. 36-bis si può sanare un intervento se è conforme alle norme urbanistiche in vigore oggi e ai requisiti edilizi dell’epoca in cui è stato realizzato. Il Salva Casa non ha una scadenza: è una modifica stabile del Testo unico dell’edilizia.
Lo studio verifica con un sopralluogo e l’accesso agli atti se una difformità rientra nelle tolleranze o si può sanare, e con quale costo.
Cosa sono le tolleranze costruttive (dal 2% al 6%)?
Le tolleranze costruttive sono piccoli scostamenti dalle misure del progetto approvato che la legge non considera abusi: in generale il 2%, fino al 6% per i lavori eseguiti entro il 24 maggio 2024.
Dipende dal tipo di difformità: con la sanatoria dell’art. 36-bis DPR 380/2001 l’oblazione per le opere soggette a SCIA va da 1.032 a 10.328 euro, a cui si aggiungono l’onorario del tecnico e l’eventuale aggiornamento catastale.
Come recupero in Comune i progetti della mia casa (accesso agli atti)?
Si presenta una richiesta di accesso agli atti all’ufficio edilizia privata del Comune, indicando indirizzo, dati catastali ed eventuali estremi delle pratiche.
Ho una veranda o una tettoia non autorizzata: si può sanare?
Dipende: una veranda o una tettoia chiusa di solito crea nuova superficie o volume e si può sanare solo se è compatibile con le norme urbanistiche di oggi e rispettava i requisiti edilizi dell’epoca in cui è stata costruita.
No: alla data di aggiornamento di questa risposta non è in vigore alcun nuovo condono edilizio.
Le proposte discusse con la legge di bilancio 2026 – riapertura dei termini del condono del 2003 o una nuova sanatoria straordinaria – non sono state approvate.
Oggi gli strumenti disponibili sono le tolleranze costruttive (art. 34-bis DPR 380/2001) e la sanatoria semplificata del Salva Casa (art. 36-bis). Chi ha una difformità fa bene a valutarla subito, invece di aspettare un condono che potrebbe non arrivare. Se il quadro normativo cambia, lo studio aggiorna questa risposta.
Valore degli immobili, perizie asseverate e giurate, successioni.
Quanto costa una perizia di stima di un immobile a Verona?
Non c’è una tariffa fissa: il costo di una perizia di stima dipende dal tipo di immobile, dallo scopo della stima e dal fatto che sia semplice o giurata.
Perizia semplice, asseverata o giurata: che differenza c’è?
La perizia semplice è una relazione firmata dal tecnico; quella asseverata contiene una dichiarazione con cui il tecnico si assume la responsabilità di quanto scrive; quella giurata viene confermata con un giuramento davanti a un pubblico ufficiale.
Dove si giura una perizia a Verona e quanto costano i bolli?
A Verona le perizie si giurano alla cancelleria di volontaria giurisdizione del Tribunale, su appuntamento prenotato online, oppure davanti a un notaio.
Perizia per una divisione ereditaria: a cosa serve e chi la paga?
La perizia per una divisione ereditaria stabilisce il valore di mercato di ogni immobile, così gli eredi possono dividerli in modo equo, calcolare eventuali conguagli o decidere di vendere.
La perizia per il mutuo la sceglie la banca o posso usare la mia?
La perizia per il mutuo la commissiona la banca a un perito di sua fiducia e di solito il costo è a carico di chi chiede il mutuo: una perizia privata non la sostituisce.
Valore catastale, valutazione online e perizia: che differenza c’è?
Il valore catastale serve solo per le imposte ed è di solito molto diverso dal prezzo di mercato; le valutazioni online danno un ordine di grandezza, mentre una perizia con sopralluogo stima il valore di quella casa.
Consulenze tecniche nelle cause civili e vizi della casa.
Cos’è un CTU e chi lo paga?
Il CTU (consulente tecnico d’ufficio) è il professionista nominato dal giudice per le questioni tecniche di una causa civile, come stime, vizi di costruzione o confini.
Mi serve un consulente tecnico di parte (CTP)? Cosa fa e quanto costa?
Il consulente tecnico di parte (CTP) affianca la parte e il suo avvocato quando il giudice nomina un CTU: partecipa ai sopralluoghi, presenta osservazioni e controlla che le valutazioni tecniche siano corrette.
Crepe, infiltrazioni o vizi della casa: come si documentano?
Il primo passo è una perizia tecnica di parte che documenti i vizi con foto, misure, datazione e ipotesi sulle cause, da usare con costruttore, venditore, condominio o assicurazione.
Chiavi in mano, computo metrico, detrazioni fiscali.
Cosa comprende una ristrutturazione “chiavi in mano” con lo studio?
Una ristrutturazione chiavi in mano significa avere un unico referente dall’idea alla consegna: lo studio cura rilievo, progetto, computo metrico, pratiche e organizzazione del cantiere.
Quanto costa ristrutturare casa e come evito spese extra (computo metrico)?
Il costo di una ristrutturazione dipende da superficie, stato di partenza, impianti e finiture; per contenere gli imprevisti lo studio redige prima dei lavori un computo metrico estimativo.
Bonus ristrutturazione 2026: quanto posso detrarre?
Per le spese pagate nel 2026 la detrazione è del 50% se i lavori riguardano l’abitazione principale del proprietario o del titolare di un diritto reale, e del 36% negli altri casi, su una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare.
La detrazione si recupera in 10 rate annuali di pari importo (legge di bilancio 2026, L. 199/2025, come riportato nella guida dell’Agenzia delle Entrate di febbraio 2026). Per le spese del 2027 le percentuali scendono al 36% e al 30%.
Per i redditi oltre 75.000 euro ci sono limiti alle detrazioni complessive: la situazione personale va verificata con il commercialista o il CAF. Lo studio si occupa della parte tecnica – pratiche edilizie, computo, documentazione dei lavori – non della consulenza fiscale.
Sì, se sono collegate a lavori che danno diritto alla detrazione: l’Agenzia delle Entrate include tra le spese detraibili la progettazione e le altre prestazioni professionali richieste dall’intervento.
La guida dell’Agenzia delle Entrate sulle ristrutturazioni (febbraio 2026) elenca tra le spese ammesse anche le perizie e i sopralluoghi, la relazione di conformità dei lavori, l’IVA, l’imposta di bollo e i diritti pagati per i titoli edilizi.
Vanno pagate come le altre spese agevolate, con bonifico “parlante”, e intestate a chi usufruisce della detrazione.
La direzione lavori è obbligatoria? Il geometra può farla?
Dipende dal tipo di pratica: per i titoli edilizi più impegnativi va indicato un direttore dei lavori, mentre per i piccoli interventi può non essere obbligatorio.
Il Giornale dei Lavori è il registro in cui si annotano giorno per giorno le lavorazioni, le imprese presenti, i materiali impiegati e gli imprevisti del cantiere.
Attestato di prestazione energetica: obblighi, durata, costi.
Quando serve l’APE, quanto dura e cosa si rischia senza?
L’APE serve quando si vende, si trasferisce a titolo gratuito o si affitta con un nuovo contratto una casa o un’altra unità immobiliare, e vale al massimo 10 anni, purché i controlli periodici dell’impianto termico siano in regola.
Il costo di un APE dipende da dimensioni dell’immobile, impianti e documenti disponibili: lo studio lo indica nel preventivo scritto prima dell’incarico.
In Veneto gli APE trasmessi dal 2 maggio 2012 sono nel catasto energetico regionale e si possono cercare sul portale Ve.Net.energia-edifici indicando Comune, foglio e mappale.
Per rifare il tetto serve un permesso? CILA o SCIA?
Dipende dai lavori: sostituire tegole o coppi e rifare il manto senza cambiare materiali è manutenzione ordinaria, quindi edilizia libera; interventi più ampi richiedono una pratica edilizia.
Il costo di un tetto nuovo cambia molto con il tipo di copertura, l’isolamento, la struttura, i ponteggi e l’eventuale amianto da smaltire: per questo lo studio fa prima un sopralluogo e poi un preventivo voce per voce.
Ho un tetto in eternit: sono obbligato a rimuoverlo?
Non c’è un obbligo generale di rimuovere subito una copertura in cemento-amianto in buono stato, ma il proprietario deve valutarne lo stato di conservazione e tenerla sotto controllo.
La rimozione dell’amianto va affidata a un’impresa specializzata iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali; in Veneto il privato può fare da sé solo la “microraccolta” di piccole quantità, dove il servizio è attivo.
Ci sono detrazioni per togliere l’amianto e rifare il tetto?
Sì: per i privati la bonifica dall’amianto rientra nella detrazione per le ristrutturazioni – nel 2026 il 50% sull’abitazione principale e il 36% sugli altri immobili, fino a 96.000 euro di spesa – anche senza altri lavori.
Ogni quanto va controllato il tetto? Fate ispezioni con il drone?
Lo studio consiglia un controllo periodico del tetto e dopo grandinate o forti temporali, per individuare tegole spostate, problemi alla lattoneria e primi segni di infiltrazione.
In Veneto sì, in molti casi: nelle nuove costruzioni e negli interventi sulla copertura vanno installati dispositivi anticaduta e va preparato un elaborato tecnico della copertura.
Rilievi topografici, confini dei terreni, strumentazione.
Cos’è un rilievo topografico e quando serve?
Il rilievo topografico misura con precisione terreni, fabbricati e dislivelli e serve per progetti, frazionamenti e tipi mappali, verifiche di confini e distanze, calcolo di superfici e volumi.
Come si ritrovano i confini di un terreno e quanto costa?
Il geometra ricostruisce i confini di un terreno (riconfinamento) confrontando mappe catastali, atti di provenienza, frazionamenti e segni presenti sul posto, poi li riporta sul terreno con picchetti.
Se in cantiere lavorano più imprese, anche in momenti diversi, il committente – anche privato – deve nominare un coordinatore per la sicurezza, che redige il piano di sicurezza e coordinamento (PSC); il piano operativo di sicurezza (POS) lo prepara invece ogni impresa.
Scheda tecnica per il ricongiungimento familiare e i permessi di soggiorno.
Idoneità alloggiativa: cos’è, a cosa serve e come si ottiene?
Il certificato di idoneità alloggiativa lo rilascia il Comune e attesta che l’alloggio ha requisiti igienico-sanitari e dimensioni adeguati al numero di persone che ci abiteranno.
Quanti metri quadrati servono per il ricongiungimento familiare?
Con i parametri del D.M. Sanità 5 luglio 1975, applicati per esempio dal Comune di Verona, servono 14 m² di superficie abitabile per ciascuno dei primi quattro abitanti e 10 m² per ciascuno dei successivi.
Cosa succede se la casa non corrisponde alla planimetria catastale?
Il tecnico deve segnalarlo nella scheda: prima di presentare la domanda conviene aggiornare la planimetria o, se le modifiche non erano autorizzate, regolarizzarle.
Nessuna domanda corrisponde alla ricerca. Scrivici la tua domanda: risponde direttamente il geometra.
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