
Servizio 01
Pratiche edilizie, CILA e SCIA a Verona e provincia
Lo studio tecnico del Geom. Valentino Pezzo, geometra iscritto all’Albo di Verona, prepara e presenta le pratiche edilizie per chi deve ristrutturare, ampliare o regolarizzare una casa a San Giovanni Lupatoto e in provincia di Verona: CILA, SCIA, permessi di costruire e sanatorie. Prima verifica quale titolo serve per i lavori, poi segue la pratica in Comune fino alla chiusura.
01Cosa facciamo
Dalla verifica iniziale alla fine dei lavori
- Verifica del titolo necessario
Edilizia libera, CILA, SCIA o permesso di costruire: la scelta dipende dal tipo di intervento, dal regolamento edilizio del Comune e da eventuali vincoli sull’immobile.
- CILA e SCIA per le ristrutturazioni
Rifacimento di bagni e impianti, spostamento di tramezzi, manutenzione straordinaria: lo studio redige elaborati, relazione e asseverazione e deposita la pratica allo Sportello Unico per l’Edilizia.
- Permessi di costruire
Per nuove costruzioni, ampliamenti e interventi più rilevanti: progetto, documentazione e rapporti con l’ufficio tecnico comunale durante l’istruttoria.
- Sanatorie e regolarizzazioni
CILA e SCIA anche in sanatoria, verifica delle tolleranze costruttive e delle procedure introdotte dal decreto Salva Casa, dopo aver ricostruito lo stato legittimo dell’immobile.
- Accesso agli atti in Comune
Richiesta dei progetti depositati negli archivi comunali, anche su delega del proprietario, e confronto con lo stato reale della casa.
- Fine lavori e catasto
Comunicazione di fine lavori, segnalazione certificata di agibilità quando è richiesta e aggiornamento della planimetria con una pratica DOCFA.
- Idoneità alloggiativa
Sopralluogo e scheda tecnica firmata per la richiesta al Comune del certificato di idoneità alloggiativa, per il ricongiungimento familiare: tutti i dettagli nella pagina dedicata.
02Come lavoriamo
Quattro passi, un solo interlocutore
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Sopralluogo e verifica
Si guarda l’immobile, si raccolgono i documenti disponibili e si controlla cosa prevedono le norme e il regolamento edilizio comunale per i lavori richiesti.
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Preventivo scritto
Prima dell’incarico lo studio consegna un preventivo con le voci di costo: onorario, versamenti al Comune ed eventuali pratiche collegate.
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Progetto e deposito
Elaborati grafici, relazione tecnica e asseverazione. La pratica si presenta online allo Sportello Unico per l’Edilizia del Comune.
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Chiusura della pratica
Fine lavori, eventuale agibilità e aggiornamento del Catasto. Al termine il cliente riceve copia di tutti i documenti presentati.
03Costi
Costi e preventivo
Dal 2012 non esistono più tariffe professionali obbligatorie: il compenso si concorda e, prima dell’incarico, lo studio consegna un preventivo scritto con le singole voci di costo, come prevede l’art. 9 del D.L. 1/2012 (Normattiva, nuova scheda).
| Prestazione | Versamenti agli enti |
|---|---|
| CILA | Diritti di segreteria comunali |
| SCIA | Diritti di segreteria comunali |
| Permesso di costruire | Diritti di segreteria ed eventuali oneri comunali |
| CILA tardiva o sanatoria | Sanzione o oblazione previste dalla legge, diritti di segreteria |
| Accesso agli atti | Eventuali diritti di ricerca e copia del Comune |
Documenti utili da portare
Per il primo incontro è utile avere, se disponibili:
- documento d’identità e dati di tutti i proprietari;
- atto di provenienza dell’immobile (rogito, successione o donazione);
- visura e planimetria catastale;
- pratiche edilizie precedenti (licenze, concessioni, permessi, eventuali condoni);
- regolamento di condominio, se l’immobile è in un condominio;
- qualche foto dello stato attuale e una descrizione dei lavori previsti.
Se mancano, lo studio può recuperarli con una delega del proprietario.
FAQ
Domande frequenti sulle pratiche edilizie
Le risposte del geometra ai dubbi più comuni prima di iniziare i lavori.
CILA, SCIA o permesso di costruire: quale serve per i miei lavori?
Dipende dall’intervento: la manutenzione ordinaria è edilizia libera, la manutenzione straordinaria che non tocca le strutture richiede di norma una CILA, mentre interventi sulle strutture, ampliamenti e nuove costruzioni richiedono titoli più impegnativi, SCIA o permesso di costruire.
- Edilizia libera: manutenzione ordinaria e interventi elencati all’art. 6 DPR 380/2001.
- CILA: manutenzione straordinaria senza interventi sulle parti strutturali, per esempio spostare tramezzi o rifare bagno e impianti (art. 6-bis).
- SCIA: interventi sulle parti strutturali e ristrutturazioni “leggere”.
- Permesso di costruire: nuove costruzioni, ampliamenti e ristrutturazioni pesanti.
Contano anche il regolamento edilizio del Comune, i vincoli e il regolamento di condominio. Prima dell’inizio dei lavori lo studio verifica quale titolo serve.
Quanto costa una CILA e quando posso iniziare i lavori?
Con la CILA i lavori possono iniziare subito dopo la presentazione al Comune, senza attendere un’autorizzazione; il costo comprende l’onorario del tecnico, che assevera la pratica, e i diritti di segreteria comunali.
Il costo ha due parti: l’onorario del tecnico, che dipende dai lavori e dagli elaborati da preparare, e i diritti di segreteria del Comune. Il costo lo indica il preventivo scritto che lo studio consegna prima dell’incarico.
Se dopo i lavori la distribuzione interna cambia, va aggiunto l’aggiornamento catastale (DOCFA), con il relativo tributo di 70 euro per unità immobiliare.
Ho fatto lavori senza CILA: cosa rischio e come rimedio?
Se manca la CILA la sanzione è di 1.000 euro, ridotta di due terzi se la comunicazione viene presentata spontaneamente mentre i lavori sono ancora in corso (art. 6-bis, c. 5, DPR 380/2001).
A lavori finiti si regolarizza con una CILA “tardiva”, pagando la sanzione, purché le opere rientrassero davvero tra quelle soggette a CILA.
Se invece i lavori hanno toccato strutture, volumi o prospetti, la CILA tardiva non basta: serve una valutazione diversa, di solito una sanatoria. Lo studio verifica con un sopralluogo in quale caso rientrano le opere e presenta la pratica adatta.
Quanto ci vuole per un permesso di costruire e quanto si paga al Comune?
Per legge il Comune ha 60 giorni per l’istruttoria e altri 30 per decidere sul permesso di costruire; al Comune si pagano il contributo di costruzione e i diritti di segreteria.
I termini raddoppiano nei Comuni con più di 100.000 abitanti, come Verona, e per i progetti particolarmente complessi. Se scadono senza un diniego motivato si forma il silenzio-assenso: dal 18 dicembre 2025 anche per gli immobili vincolati, se la domanda è già corredata delle autorizzazioni delle autorità di tutela (art. 20 DPR 380/2001).
Il contributo di costruzione comprende gli oneri di urbanizzazione e il costo di costruzione e si calcola con le tabelle del Comune.
Quali lavori si possono fare senza permessi? Pergotende e VEPA?
Senza titolo edilizio si possono fare la manutenzione ordinaria e gli interventi elencati all’art. 6 del DPR 380/2001, tra cui le vetrate panoramiche amovibili (VEPA) e le pergotende, a precise condizioni.
VEPA su balconi e logge e tende o pergotende con struttura di sostegno sono edilizia libera se non creano spazi stabilmente chiusi e rispettano le linee architettoniche dell’edificio (art. 6, c. 1, lett. b-bis e b-ter, DPR 380/2001).
Restano comunque da rispettare il regolamento edilizio comunale, il regolamento di condominio, i vincoli e le distanze. Prima di acquistare una vetrata o una pergotenda conviene una verifica tecnica, per evitare di dover poi regolarizzare l’opera.
Come si presenta una pratica edilizia al Comune di San Giovanni Lupatoto?
A San Giovanni Lupatoto le pratiche edilizie si presentano online allo Sportello Unico per l’Edilizia (SUE) del Comune, con accesso tramite SPID, CIE o CNS.
Anche il cittadino può accedere allo sportello, ma CILA, SCIA e permessi richiedono elaborati e asseverazioni di un tecnico abilitato: in pratica li deposita il professionista incaricato, che segue anche l’istruttoria fino alla chiusura della pratica.
Cosa bisogna fare a fine lavori? Serve l’agibilità?
A fine lavori va comunicata la chiusura al Comune e, se l’intervento ha cambiato la casa ai fini catastali, va presentato l’aggiornamento DOCFA; in alcuni casi serve anche la segnalazione certificata di agibilità (SCA).
La SCA va presentata entro 15 giorni dalla fine dei lavori per le nuove costruzioni e per gli interventi che incidono su sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico; se non viene presentata, la sanzione va da 77 a 464 euro (art. 24 DPR 380/2001).
Gli allegati dipendono dal tipo di pratica e dal Comune.
Posso trasformare un negozio, un ufficio o un magazzino in abitazione?
Spesso sì, ma dipende dalla zona urbanistica, dal Piano degli Interventi del Comune e dai requisiti igienico-sanitari dell’abitazione, come altezze, superfici, aerazione e illuminazione.
Il Salva Casa ha semplificato il cambio d’uso delle singole unità immobiliari (art. 23-ter DPR 380/2001) e il Veneto ha aggiornato le proprie regole con la L.R. 6/2025.
Possono essere dovuti oneri al Comune e, a fine lavori, serve l’aggiornamento catastale. Il primo passo è una verifica di fattibilità.
Cosa sono le tolleranze costruttive (dal 2% al 6%)?
Le tolleranze costruttive sono piccoli scostamenti dalle misure del progetto approvato che la legge non considera abusi: in generale il 2%, fino al 6% per i lavori eseguiti entro il 24 maggio 2024.
La tolleranza del 2% riguarda altezze, distacchi, cubatura, superficie coperta e gli altri parametri delle singole unità immobiliari. Per gli interventi realizzati entro il 24 maggio 2024 sale in base alla superficie utile (art. 34-bis, c. 1-bis, DPR 380/2001):
- 3% tra 300 e 500 m²;
- 4% tra 100 e 300 m²;
- 5% sotto i 100 m²;
- 6% sotto i 60 m².
Ci sono condizioni e limiti, quindi serve un confronto puntuale tra progetto e stato reale: lo studio lo esegue partendo dai progetti recuperati con l’accesso agli atti.
Quanto costa una sanatoria edilizia?
Dipende dal tipo di difformità: con la sanatoria dell’art. 36-bis DPR 380/2001 l’oblazione per le opere soggette a SCIA va da 1.032 a 10.328 euro, a cui si aggiungono l’onorario del tecnico e l’eventuale aggiornamento catastale.
- Opere soggette a SCIA: oblazione da 1.032 a 10.328 euro, ridotta a un importo da 516 a 5.164 euro se l’intervento era conforme sia alle regole dell’epoca sia a quelle di oggi.
- Opere soggette a permesso di costruire: oblazione pari al doppio del contributo di costruzione, con una maggiorazione del 20% salvo i casi di doppia conformità.
Il Comune deve pronunciarsi entro 45 giorni sul permesso in sanatoria ed entro 30 giorni sulla SCIA; scaduti i termini vale il silenzio-assenso (art. 36-bis, cc. 5 e 6).
All’onorario del tecnico si aggiunge l’eventuale aggiornamento catastale (DOCFA). Il costo lo indica il preventivo scritto che lo studio consegna prima dell’incarico.
Come recupero in Comune i progetti della mia casa (accesso agli atti)?
Si presenta una richiesta di accesso agli atti all’ufficio edilizia privata del Comune, indicando indirizzo, dati catastali ed eventuali estremi delle pratiche.
A San Giovanni Lupatoto la domanda si invia online dallo Sportello telematico del Comune (“Accesso documentale”) con SPID o CIE; se viene accolta, il Comune indica dove e quando consultare i documenti o averne copia. Il termine generale per la risposta è di 30 giorni (art. 25 L. 241/1990).
Lo studio può presentare la richiesta con una delega del proprietario e confrontare poi i progetti con lo stato attuale.
Ho una veranda o una tettoia non autorizzata: si può sanare?
Dipende: una veranda o una tettoia chiusa di solito crea nuova superficie o volume e si può sanare solo se è compatibile con le norme urbanistiche di oggi e rispettava i requisiti edilizi dell’epoca in cui è stata costruita.
La sanatoria segue l’art. 36-bis DPR 380/2001; in zona vincolata serve anche la compatibilità paesaggistica.
VEPA e pergotende possono invece essere edilizia libera, se hanno le caratteristiche previste dall’art. 6 DPR 380/2001. Per capire in quale caso rientra l’opera serve un sopralluogo.
Si può rendere abitabile il sottotetto o ampliare la casa in Veneto?
In molti casi sì, ma dipende da altezze, requisiti igienici, vincoli e Piano degli Interventi del Comune: serve uno studio di fattibilità.
In Veneto il recupero dei sottotetti a uso abitativo è regolato dalla L.R. 51/2019, modificata dalla L.R. 6/2025 per allinearla al Salva Casa; gli ampliamenti possono rientrare nella legge “Veneto 2050” (L.R. 14/2019).
Altre domande collegate
Riferimenti
Riferimenti normativi
- art. 6 D.P.R. 380/2001 – attività di edilizia libera Normattiva (nuova scheda)
- art. 6-bis D.P.R. 380/2001 – CILA Normattiva (nuova scheda)
- art. 9-bis D.P.R. 380/2001 – stato legittimo dell’immobile Normattiva (nuova scheda)
- art. 20 D.P.R. 380/2001 – procedimento del permesso di costruire Normattiva (nuova scheda)
- art. 24 D.P.R. 380/2001 – agibilità Normattiva (nuova scheda)
- art. 34-bis D.P.R. 380/2001 – tolleranze costruttive Normattiva (nuova scheda)
- art. 36-bis D.P.R. 380/2001 – accertamento di conformità per le difformità parziali Normattiva (nuova scheda)
- Sportello Unico per l’Edilizia – Comune di San Giovanni Lupatoto Comune di San Giovanni Lupatoto (nuova scheda)
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